Anima fragile

Un ponte, tra materia e spirito

Pitturando il colore della terraLei che attende - Rosi Lesto
attraverso un confine
sfuggivo al materialismo.
E a quel che era detto, “materico“..

 

Nell’oceano della terra, un’anima di ragione è divenuta una fragile trasparenza dell’irrazionalità.

(Rosi Lesto, pensando a Kant)

“La ragione è un’isola piccolissima nell’oceano dell’irrazionale” (Immanuel Kant).

Volevo catturare il colore della terra, imprigionarlo attraverso i segni e gli intrecci invisibili degli uomini che in essa, si sono dissolti. Volevo recuperarne l’anima smarrita.
L’antico rapporto, con le entità dell’universo. Conservarne un’eco di mistero, la forma di un corpo trasparente, tridimensionale. Se avessi potuto entrarci, dentro. Forse, anch’io avrei scoperto un ponte, tra la materia e lo spirito.
Forse esisteva ancora, in quel viscerale trasporto di bellezza creativa cristallizzato. Immergere uno sguardo in quel corpo per riceverne, dallo spirito, le direttive del mondo sovrasensibile. Io volevo sfuggire al materialismo. Volevo farlo, sfuggendo a ciò che nell’arte di oggi è detto “materico”. E volevo purificarlo, quel gesto viscerale. Riportarlo in vita, da discese sociali, violenze morali, e oscure forze marchiate a fuoco di oppressione violenta, delle menti maschili. Volevo restituirlo alla originaria connessione col divino, alla spiritualità operosa, al mondo femminile.

Rosi Lesto

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