Medicina Counseling & Formazione

    Nel 1983 comincia a frequentare da studente in medicina interno il BTSG (Brain Tumor Study Group) presso la Neurochirurgia diretta dal Prof. Paoletti, del Dipartimento di Chirurgia del Policlinico San Matteo di Pavia. In questo contesto incontra persone affette da tumore cerebrale, con prognosi quod vitam al massimo di settimane.
Questa esperienza, soprattutto umana, è fondamentale per le sue scelte future: comincia a riflettere sulla necessità di “dedicarsi all’altro” in quanto persona portatrice di istanze, bisogni e risorse – e capace di esprimerle e quindi di comunicarle – al di là dell’evento “malattia”.
Nel novembre 1985 si laurea in Medicina e chirurgia a Palermo, dove si abilita all’esercizio della professione medica.
Nel 1988 entra come medico volontario presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Agrigento, appena uscito dallo scandalo e rinnovato, nella sezione Villa Sorriso diretta dal dottor Franco Manno, e in cui svolge attività di espressione corporea coinvolgendo in un unico gruppo malati psichiatrici, medici, infermieri, inservienti e volontari.
Attività che si protrae per anni, contribuendo a creare quell’apertura verso la diversità impensabile fino a qualche anno prima. Anche qui l’incontro con un disagio gli permette di scoprire e valorizzare risorse espressive più difficilmente condivise in quest’epoca moderna: lo stare insieme, intanto, e il fatto che ognuno possiede risorse specifiche che prescindono dai modelli dominanti improntati sull’efficienza e la competizione esasperata.
Nel 1989 conosce il Prof. Vincenzo Reale e la moglie Teresa Feliciangeli, entrambi pediatri e genitori di Cesare, persona Down di cui diviene tutor per anni.
Nell’Ottobre comincia a frequentare come volontario l’Istituto socio-psico-medico-pedagogico “Casa della Speranza” di Agrigento, dentro cui svolge attività di espressione corporea e teatrale con i ragazzi disabili ospiti. In questa situazione il suo essere medico nel senso tradizionale va in crisi e scopre, dopo un periodo di trasformazione profonda, “il valore dell’altro indipendentemente dall’intelligenza e dai ruoli sociali”. Comincia una serie di spettacolazioni con i ragazzi di “Casa della Speranza” che continua ancora oggi, e in cui l’accento è posto soprattutto sulle reali risorse individuali dei disabili psichici, che sono espressive e affettive, più che intellettive – non sembri così scontato!
Nel 1990 l’attività con i malati psichiatrici unita a quella con i disabili psichici di “Casa della Speranza” lo porta ad affermare in numerosi incontri pubblici che “esistono dei codici comunicativi che vanno aldilà dell’intelligenza”, affermazione a prima vista semplice e scontata, ma che gli permette di sperimentare la validità di tanti altri “codici” – affettivo, emozionale – e di essere riconosciuto dal Prof. Carlo Romano,
psico-pedagogista e psico-motricista della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo, il cui contributo teorico-pratico, fonte inesauribile di stimoli e suggerimenti, può essere sinteticamente riassunto così: formare chi forma, sostenere chi ha a che fare con l’altro. Dulcis in fundo, il suo attuale riferimento teorico è il prof. Enzo Masini, con il quale acquisisce nel Novembre 2008 il titolo di counseling professionista (riconosciuto con la Legge 4/2013) con tesi su Malattia e cambiamento, fondatore della SCUOLA TRANSTEORICA PREPOS e della LIBERA UNIVERSITÀ del COUNSELING (LUC), all’interno delle quali attualmente collabora come docente di counseling medico.